Piero Taruffi: in mostra l’archivio inedito dell’ingegnere che sfidò i record di velocità

Dove: Casale di Santa Maria Nova, Parco Archeologico dell’Appia Antica, Roma
Quando: Dall’8 ottobre all’8 novembre 2026
Orari: Dalle 9:00 alle 18:30 fino al 31 ottobre
Biglietti: Mostra inclusa nel biglietto ordinario di Villa dei Quintili – Santa Maria Nova, 8 euro

Motori, invenzioni e storia: un’esposizione racconta il legame tra Taruffi e l’Appia Antica

Una strada costruita dagli antichi Romani, un ingegnere visionario e una passione capace di spingere la tecnologia oltre i limiti conosciuti. È questo il filo conduttore di L’Ingegnere Volante. Taruffi torna sulla Via Appia Antica, la mostra che apre l’8 ottobre 2026 al Casale di Santa Maria Nova, all’interno del Parco Archeologico dell’Appia Antica.

L’esposizione porta per la prima volta all’attenzione del pubblico una selezione dell’archivio privato di Piero Taruffi, ingegnere, aerodinamicista, pilota e inventore che ha lasciato un segno importante nella storia dell’automobilismo. Il percorso comprende diari, progetti tecnici, modelli per la galleria del vento, fotografie, telegrammi, contratti, oggetti personali e trofei, in gran parte inediti. Materiali che permettono di conoscere non soltanto i risultati sportivi, ma anche il lavoro di ricerca e sperimentazione che si nascondeva dietro ogni impresa.Il rapporto con Roma è particolarmente significativo. Taruffi scelse infatti la Via Appia Antica come terreno di sperimentazione per le proprie innovazioni, sfruttando le caratteristiche del tracciato per mettere alla prova le sue intuizioni tecniche. Proprio su questa strada, circa settant’anni fa, superò la velocità di 300 chilometri orari al volante del futuristico Bisiluro Tarf, un veicolo progettato per ridurre la resistenza aerodinamica e raggiungere prestazioni straordinarie.

La mostra ricostruisce così un capitolo poco conosciuto della storia del territorio, mettendo in relazione l’ingegneria moderna con una delle più importanti opere stradali dell’antichità. L’Appia, nata nel 312 a.C. per collegare Roma con il Mezzogiorno, diventa il punto d’incontro tra due epoche diverse, accomunate dalla ricerca di soluzioni tecniche innovative.

L’archivio appartiene oggi al collezionista Corrado Lopresto, che lo ha acquisito da Prisca Taruffi, figlia del pilota e custode della sua memoria. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con GranMotori, festival internazionale dedicato alla cultura dei motori, e prodotta da Beit Events.

L’esposizione offre un’occasione interessante per gli appassionati di automobili, ma anche per chi ama la storia, la scienza e le invenzioni. Visitare la mostra significa scoprire come un luogo simbolo del patrimonio archeologico romano sia stato anche teatro di una sfida tecnologica destinata a entrare nella storia.

La mostra è visitabile fino all’8 novembre 2026. L’ingresso è da via Appia Antica 251 oppure da via Appia Nuova 1092. Per informazioni aggiornate è possibile consultare il sito ufficiale del Parco Archeologico dell’Appia Antica.

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