Il Rinascimento si accende a Leonessa: si è concluso il Palio del Velluto 2026

LEONESSA, 29 GIUGNO 2026 – Si è conclusa nel borgo reatino di Leonessa la 122esima edizione del Palio del Velluto. La storica manifestazione, che ogni anno richiama migliaia di visitatori da tutto il Lazio e dalle regioni limitrofe, rappresenta una delle più importanti rievocazioni in costume del centro Italia. Per quattro giorni, dal 26 al 29 giugno, la cittadina è tornata a respirare le atmosfere del XVI secolo, trasformando le sue piazze storiche e i suoi vicoli in un palcoscenico rinascimentale a cielo aperto. Le origini storiche e la suddivisione in Sesti Per comprendere il valore culturale del Palio del Velluto è necessario analizzare le sue profonde radici storiche. I primi riferimenti scritti riguardanti questa celebrazione sono custoditi all’interno dei Libri del Camerlengo (il tesoriere del Comune) e risalgono al XVI secolo. Tuttavia, la nascita della competizione originaria si colloca storicamente nella seconda metà del XV secolo, per la precisione nel 1464, e si è svolta con regolarità annuale fino al 1556. La struttura stessa della competizione riflette l’assetto amministrativo e territoriale dell’antica Leonessa. Il territorio cittadino e le campagne circostanti erano infatti suddivisi in sei porzioni distinte, denominate “Sesti”. Ognuno di essi possiede una propria identità comunitaria, con simboli, stemmi e colori specifici che continuano a essere tramandati. I sei raggruppamenti storici che si contendono la vittoria sono: Nelle edizioni d’epoca, i rappresentanti dei Sesti si sfidavano in una serie di prove fisiche e di abilità per decretare il vincitore. Il premio finale consisteva in un prezioso Pallium (un drappo) costituito da sei braccia di velluto rosso, tessuto pregiato noto nei documenti dell’epoca come panno rubei. Il valore commerciale di tale drappo era quantificato in tredici Carlini d’argento, cifra che all’epoca equivaleva al valore d’acquisto di una pecora. L’utilizzo del velluto, materiale nobile e costoso, simboleggiava la ricchezza e il prestigio della municipalità, ricalcando una tradizione diffusa in altri grandi centri urbani del Rinascimento italiano. L’epoca d’oro e Margherita d’Austria Il Palio del Velluto visse il suo periodo di massimo splendore economico e culturale tra il 1540 e il 1557. Questa fase d’oro coincise con lo sviluppo della locale Arte della Lana e, in particolare, con l’avvio del governo di Margherita d’Austria (1522–1586), figlia naturale dell’Imperatore Carlo V. L’arrivo e la permanenza della nobile sul territorio, a partire dal 1541, impressero una forte impronta istituzionale e culturale alla comunità. La figura di Margherita d’Austria è tuttora il fulcro attorno al quale ruota l’intera ricostruzione coreografica della festa, che ne rievoca solennemente l’ingresso in città attraverso sfilate in costumi fedelmente ricostruiti, conferenze storiche ed esibizioni artistiche. I tafferugli del 1557 e la sospensione L’estremo attaccamento degli abitanti ai propri Sesti di appartenenza portò, nel corso del tempo, a una rivalità esasperata che sfociava frequentemente in disordini pubblici. Nel 1557 la situazione degenerò al punto da causare gravi tafferugli tra le fazioni opposte, durante i quali persero la vita alcune persone. Di fronte alla gravità degli eventi, l’Uditore Generale Alessandro Oliva, che si trovava sul posto per assistere alla manifestazione, decise di decretare la sospensione definitiva dei giochi per preservare l’ordine pubblico e il rispetto delle solennità religiose, ponendo fine alla prima fase storica del Palio. Il recupero moderno della tradizione Dopo secoli di interruzione, la memoria del Palio del Velluto è stata recuperata in epoca contemporanea grazie all’iniziativa del Comune di Leonessa, che nel 1997 ha ripristinato ufficialmente la manifestazione. L’evento è stato ricollocato storicamente nell’ultimo fine settimana di giugno, in corrispondenza delle celebrazioni liturgiche di San Pietro, antico patrono della cittadina. Il programma dell’edizione 2026 ha mantenuto intatti i cardini filologici della tradizione: la consegna formale delle chiavi della città da parte del Sindaco al Capitano del Popolo, l’annuncio dei banditori, il mercatino storico allestito sotto i portici e le sfide sportive tradizionali come la Pallagrossa. Ad arricchire l’atmosfera contribuisce l’allestimento delle taverne rionali rinascimentali, dove l’accesso e le consumazioni gastronomiche avvengono previo cambio della valuta corrente con il Carlino, la moneta ufficiale della rievocazione.
Vivi il Castello di Santa Severa 2026: Cento Eventi sul Mare tra Musica, Cinema e Grandi Mostre

Il litorale laziale si prepara a riaccendere i riflettori su una delle sue location più suggestive. Dal 1° giugno al 31 agosto 2026, il Complesso Monumentale del Castello di Santa Severa ospita la nuova edizione di “Vivi il Castello di Santa Severa”, la storica rassegna estiva promossa dalla Regione Lazio e organizzata dalla società in house LAZIOcrea, d’intesa con il Ministero della Cultura e il Comune di Santa Marinella. Il programma di quest’anno prevede circa cento appuntamenti che spaziano tra grandi concerti, teatro, proiezioni cinematografiche sotto le stelle, mostre espositive, incontri letterari e laboratori per bambini, offrendo un palinsesto eterogeneo pensato per residenti, famiglie e turisti. 🎨 L’Omaggio a Marilyn Monroe e le Grandi Mostre L’apertura ufficiale della stagione avviene il 1° giugno con l’inaugurazione della mostra “Happy Birthday to You Marilyn Monroe”. Curata dallo storico operatore culturale Paolo Pancaldi, l’esposizione celebra il centenario della nascita dell’iconica diva del cinema mondiale, nata a Los Angeles il 1° giugno 1926. Il percorso espositivo, allestito all’interno degli spazi del castello, raccoglie cento opere d’arte contemporanea suddivise in due grandi filoni narrativi: Attraverso dipinti, sculture, collage, serigrafie e fotografie, la mostra indaga non soltanto la dimensione glamour del mito cinematografico, ma anche il lato più intimo, umano e vulnerabile dell’attrice. 🎶 Il Palco della Musica, del Teatro e della Comicità Il grande prato affacciato sul mare torna a essere il cuore pulsante degli spettacoli dal vivo. La direzione artistica della sezione spettacoli è affidata ad ATCL (Circuito Multidisciplinare del Lazio). Il calendario dei concerti vedrà alternarsi sul palco artisti di rilievo della musica italiana come Noemi, Alex Britti e Fabrizio Moro. Il programma si arricchisce inoltre di serate speciali e appuntamenti trasversali: 🎬 Cinema Sotto le Stelle e l’Incontro tra Letteratura e Sapori Le serate estive saranno scandite anche dalle proiezioni della rassegna cinematografica all’aperto, realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia. La programmazione è studiata per intercettare diverse fasce di pubblico: Ogni domenica, a partire dalle ore 19:00, l’appuntamento è invece con la quarta edizione di “Libri e Calici”. La rassegna, moderata dalla giornalista Francesca Lazzeri e realizzata in collaborazione con Unpli Lazio, propone presentazioni di novità editoriali della letteratura contemporanea affiancate da degustazioni guidate delle eccellenze vitivinicole della regione Lazio. 🏛️ Turismo, Visite Guidate e l’80° Anniversario della Repubblica Accanto al fitto cartellone di eventi serali, il castello mantiene attiva la sua vocazione di polo museale e archeologico. Per tutto il periodo estivo, i visitatori possono accedere al Borgo medievale, ai musei interni e alla maestosa Torre Saracena (con partenze per le visite previste ogni 30 minuti), oltre ad ammirare gli affreschi restaurati della scuola di Antoniazzo Romano. Una giornata di particolare rilievo istituzionale sarà quella di martedì 2 giugno 2026, in occasione dell’80° Anniversario della Repubblica Italiana. Il castello aprirà le porte con una giornata a ingresso completamente gratuito, caratterizzata da un programma specifico: ℹ️ Informazioni Utili per l’Accesso Tutti gli eventi in cartellone mantengono orari d’inizio regolari: gli incontri letterari di “Libri e Calici” iniziano alle ore 19:00, mentre gli spettacoli live e il cinema hanno inizio alle ore 21:00 (con apertura dei cancelli dell’area palco prevista alle ore 20:30). L’accesso alle iniziative segue due modalità distinte:
Ponte del 2 Giugno 2026 nel Lazio: Itinerari Culturali, Mostre e Borghi da Scoprire

Il ponte del 2 giugno rappresenta un’opportunità per esplorare il patrimonio storico, artistico e naturalistico della regione Lazio. Grazie al clima tipico dell’inizio dell’estate, il territorio offre diverse opzioni che spaziano dalle esposizioni d’arte nella Capitale fino ai percorsi archeologici e ai borghi medievali delle diverse province. Di seguito vengono riportate le principali attività e mete fruibili in modo certo durante questo periodo, suddivise per aree tematiche. 1. Il Programma Culturale e le Mostre a Roma Per chi decide di trascorrere le giornate nella Capitale, il calendario delle Grandi Mostre offre eventi di rilevanza internazionale presso i principali spazi espositivi cittadini: 2. Eventi della Tradizione e Aperture sul Litorale Spostandosi fuori dal centro urbano, lungo la costa nord e nell’area dei Castelli Romani, sono segnalate specifiche attività istituzionali e culturali: 3. Itinerari tra Borghi e Archeologia Il Lazio offre percorsi storici stabili, particolarmente indicati per il turismo lento del mese di giugno: Civita di Bagnoregio e la Tuscia Situata nella provincia di Viterbo, la “Città che muore” è raggiungibile esclusivamente attraverso il suo ponte pedonale. Il borgo permette di osservare i fenomeni di erosione calanchiva della Valle dei Calanchi. Nella stessa area geografica, è possibile associare la visita al Parco dei Mostri di Bomarzo (Sacro Bosco), complesso monumentale in pietra del XVI secolo. Sperlonga e l’Archeologia Costiera Spostandosi nella provincia di Latina, il borgo marinaro di Sperlonga, caratterizzato dal nucleo storico a picco sul mare con vicoli bianchi di impianto mediterraneo, offre un connubio tra natura e storia. Presso il locale Museo Archeologico Nazionale è accessibile l’area della Villa di Tiberio, che conserva i resti della residenza dell’imperatore romano e le sculture del gruppo di Polifemo recuperate nella grotta naturale. Destinazione Provincia Tipologia di Interesse Palazzo Bonaparte / Barberini Roma Mostre d’arte e archeologia urbana Castello di Santa Severa Roma (Santa Marinella) Storia medievale e archeologia costiera Genzano di Roma Roma (Castelli Romani) Tradizioni locali e artigianato floreale Civita di Bagnoregio Viterbo Paesaggio geologico e borgo medievale Sperlonga (Villa di Tiberio) Latina Archeologia romana e borgo marinaro Consigli Pratici per la Visita Dato l’afflusso turistico stagionale concentrato nei giorni festivi, per l’accesso ai grandi complessi museali statali di Roma e per il borgo di Civita di Bagnoregio è fortemente raccomandata la prenotazione anticipata dei titoli d’ingresso tramite i canali di biglietteria ufficiale, al fine di garantire l’accesso nelle fasce orarie desiderate.
Lazio Maggio 2026: Guida Completa tra Arte, Tradizioni Popolari e Grandi Eventi

Il Lazio a maggio è un mosaico di appuntamenti che spaziano dalle celebrazioni religiose millenarie alle mostre d’arte contemporanea, dalle fiere di settore ai tour musicali dei grandi artisti italiani. Di seguito un elenco dettagliato e suddiviso per categorie degli eventi certi e confermati previsti per maggio 2026 nella regione Lazio. Arte e Mostre a Roma e Provincia Il polo museale di Roma offre una programmazione densa per l’intera primavera 2026. Sagre, Feste Popolari e Tradizioni Maggio è il mese d’elezione per le sagre legate ai prodotti della terra e alle tradizioni contadine. Concerti e Spettacoli a Roma La capitale ospita tappe fondamentali di tour nazionali e internazionali. Eventi Vari e Manifestazioni Sport Per gli appassionati di calcio, maggio segna la chiusura della Serie A 2025–26:
Cartier e il Mito: Il Dialogo tra Pietre e Storia ai Musei Capitolini

C’è tempo fino al 15 marzo 2026 per visitare una delle esposizioni più affascinanti della stagione romana: “Cartier e il Mito”. Ospitata nelle sale di Palazzo Nuovo ai Musei Capitolini, la mostra rappresenta un evento storico, essendo la prima volta che questi spazi accolgono un’esposizione temporanea di arte orafa contemporanea. La Genesi di un Mito: Da Parigi al Mondo Per comprendere appieno il valore dei pezzi esposti ai Musei Capitolini, è necessario ripercorrere le tappe fondamentali della Maison. Fondata a Parigi nel 1847 da Louis-François Cartier, l’azienda nacque inizialmente come un laboratorio artigianale di gioielleria. Tuttavia, fu grazie all’intuizione dei suoi tre nipoti — Louis, Pierre e Jacques — che il marchio assunse una dimensione internazionale tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Louis Cartier, in particolare, fu il visionario che rivoluzionò il design del gioiello: a lui si deve l’introduzione del platino nell’alta oreficeria, un metallo allora poco utilizzato che permise di creare montature “invisibili” e leggerissime, dando vita allo splendore dello Stile Ghirlanda. Sotto la sua guida, Cartier non si limitò a seguire le mode, ma le anticipò, traendo ispirazione dai viaggi in Oriente, dall’arte islamica e dalle scoperte archeologiche in Egitto. Questa capacità di fondere l’innovazione tecnica con il rispetto per le proporzioni classiche portò il Re Edoardo VII d’Inghilterra a definire Cartier “il gioielliere dei re e il re dei gioiellieri”, un titolo che ancora oggi accompagna la Maison e che trova la sua massima espressione nel dialogo con la storia antica proposto in questa mostra romana. Un Allestimento da Oscar L’impatto visivo della mostra porta la firma di due eccellenze internazionali: il progetto di allestimento è curato dall’architetto Sylvain Roca, con lo straordinario contributo creativo del Maestro Dante Ferretti, scenografo tre volte premio Oscar. Ferretti ha ideato un percorso che trasforma le sale del museo in un palcoscenico metafisico, dove una scenografica scalinata accoglie i visitatori proiettandoli in un mondo dove il gioiello diventa narrazione mitologica. Il Percorso Espositivo: Tra Archeologia e Alta Gioielleria La mostra mette a confronto le sculture classiche della collezione permanente di Palazzo Nuovo con le creazioni della Collection Cartier. Curata da Bianca Cappello, Stéphane Verger e Claudio Parisi Presicce, l’esposizione non si limita a mostrare il lusso, ma indaga la “grammatica creativa” della Maison francese, profondamente influenzata dal mito e dall’antichità. Tra i pezzi di maggior rilievo e i temi trattati: Successo di Pubblico e Informazioni Tecniche In soli tre mesi dall’apertura, la mostra ha già registrato oltre 170.000 visitatori, confermandosi come un successo di critica e pubblico. Un valore aggiunto è rappresentato dalla sezione tecnica che illustra i procedimenti orafi, rivelando le affinità tra le tecniche dell’antica Roma e il savoir-faire degli artigiani Cartier. L’evento è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con la Maison Cartier. Informazioni pratiche per la visita: