Roma, 9 aprile 2026 – Una svolta storica per il patrimonio naturale e il turismo lento della Regione Lazio. È stata ufficialmente approvata la nuova Legge sulla Rete Sentieristica, un provvedimento atteso da anni che punta a trasformare i migliaia di chilometri di percorsi che attraversano il territorio regionale in un sistema organizzato, sicuro e fruibile a livello internazionale.
Un catasto unico per la tutela del territorio
Il cuore della normativa risiede nella creazione della RELS (Rete Escursionistica del Lazio), un catasto digitale e fisico dei sentieri che permetterà finalmente di censire, mappare e manutenere i tracciati in modo uniforme. Non si tratta solo di una questione di segnaletica: la legge definisce standard chiari per la manutenzione e, soprattutto, tutela i percorsi storici e naturalistici dall’abbandono o dall’occupazione impropria.
I punti chiave della legge includono:
- Sicurezza e Segnaletica: Uniformità dei segnavia su tutto il territorio regionale, seguendo gli standard del CAI (Club Alpino Italiano).
- Sostegno ai Comuni: Stanziamento di fondi per le amministrazioni locali e gli enti parco per il ripristino dei sentieri degradati.
- Sviluppo Economico: Incentivi per la nascita di micro-economie locali legate all’accoglienza escursionistica, ai rifugi e al cicloturismo.
Il Lazio come hub del turismo outdoor
Con questa mossa, la Regione punta a competere con le grandi destinazioni europee del trekking. Dalla Via Francigena ai sentieri dei Monti Simbruini, dalle vette della Laga fino ai percorsi costieri, il Lazio possiede una biodiversità che ora troverà nella legge uno strumento di promozione strategica.
L’Assessore al Turismo ha sottolineato come la rete sentieristica rappresenti una “infrastruttura verde” capace di decongestionare i flussi turistici della Capitale, portando ricchezza e visibilità nei borghi dell’entroterra e nelle aree montane, promuovendo una modalità di viaggio rispettosa dell’ambiente e profondamente connessa alla storia dei luoghi.









