24 milioni di euro per la cultura

ROMA – Una boccata d’ossigeno senza precedenti per il patrimonio culturale del Lazio. La Regione ha annunciato oggi, venerdì 6 marzo 2026, il lancio di un Piano di Interventi Straordinari con una dotazione finanziaria complessiva di 24 milioni di euro per il biennio 2026-2027. Il bando è destinato al recupero e all’ammodernamento di teatri, sale cinematografiche, palazzi storici, luoghi di culto, spazi archeologici e centri ricreativi, sia di proprietà pubblica che privata.

L’Assessore alla Cultura, Simona Renata Baldassarre, presenterà ufficialmente i dettagli dell’Avviso pubblico il prossimo lunedì 9 marzo, ma la macchina organizzativa è già a pieno regime: proprio oggi, entro le ore 12:00, scade il termine preferenziale per confermare la propria presenza fisica all’evento di presentazione, segnalando un altissimo interesse da parte di enti locali e associazioni del territorio.

Gli obiettivi: sicurezza, accessibilità ed energia

Il piano non si limita alla semplice manutenzione, ma punta a una trasformazione profonda dei luoghi della cultura. Tra gli interventi finanziabili spiccano la rimozione delle barriere architettoniche, l’efficientamento energetico e l’ammodernamento tecnologico. In un’epoca di crisi energetica, la Regione punta a rendere i teatri e i cinema del Lazio strutture all’avanguardia, capaci di abbattere i costi di gestione attraverso sistemi di isolamento e illuminazione di ultima generazione.

Appuntamento e modalità di partecipazione

La presentazione ufficiale del piano si terrà lunedì 9 marzo alle ore 11:00, presso la sede della Regione Lazio (Sala Tirreno, Palazzina C). Per garantire la massima trasparenza e partecipazione, l’evento sarà accessibile anche in modalità videoconferenza sulla piattaforma Teams (ID riunione: 364 136 633 858 78; Passcode: i3846ya2).

Questa manovra da 24 milioni rappresenta un pilastro strategico per l’amministrazione regionale, che vede nella cultura non solo un valore estetico, ma un volano economico per le comunità locali. Con il rinnovo degli arredi e la messa in sicurezza degli spazi, il Lazio si candida a diventare un modello nazionale per la gestione e la fruizione dei beni culturali diffusi.

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