Roma, nel mese di ottobre, ha ospitato la Biennale di Architettura e Urbanistica, quest’anno focalizzata sul tema cruciale: “Abitare il Tevere, rigenerare la città”. L’evento ha riunito architetti, urbanisti e designer da tutto il mondo per discutere e proporre soluzioni innovative per il recupero delle sponde del fiume e il loro reintegro nel tessuto urbano della Capitale.
Le esposizioni principali si sono tenute in diverse sedi storiche, tra cui l’Acquario Romano e spazi industriali riqualificati lungo il fiume, offrendo un palcoscenico dinamico per progetti visionari. I modelli e i render esposti mostravano come il Tevere possa trasformarsi da barriera a elemento connettivo, con l’ipotesi di nuovi parchi fluviali, percorsi ciclabili e strutture culturali galleggianti.
Oltre alle mostre, la Biennale ha organizzato un ricco calendario di convegni internazionali e workshop aperti al pubblico, dove si è dibattuto intensamente sul concetto di sostenibilità urbana e resilienza ambientale. Particolare interesse ha suscitato il dibattito sulla navigabilità del fiume e sull’utilizzo delle energie rinnovabili in un contesto storico così delicato.
L’evento ha fornito un impulso significativo al dibattito pubblico sulla trasformazione della città e sulla necessità di un approccio ecologico al patrimonio idrico. La Biennale di Architettura ha dimostrato che Roma non è solo un museo a cielo aperto, ma anche un laboratorio vivente per il futuro dell’urbanistica, con il Tevere al centro di questa rigenerazione culturale e fisica. L’autunno romano si è così colorato delle prospettive di una Capitale più verde e fluviale.









