Dal passato all’oggi, una struttura torna a vivere
Una notizia che scuote Roma e il Lazio: l’ex Ospedale di San Giacomo degli Incurabili, chiuso da oltre quindici anni, sta per diventare nuovamente operativo come ospedale di comunità. L’annuncio arriva dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha formalizzato il ritorno della struttura nel circuito sanitario pubblico, dopo una lunga battaglia burocratica e giudiziaria.
L’Ospedale di San Giacomo degli Incurabili, noto anche come San Giacomo in Augusta, si trova nel vivo centro storico di Roma, tra Via del Corso 499 e Via di Ripetta/Via Canova 29, vicino a Piazza del Popolo e agli imponenti resti del Mausoleo di Augusto
La lunga storia di un ospedale simbolo
Il San Giacomo, attivo fin dal Medioevo, era stato chiuso nel 2008 e poi trasferito alla regione nel 2017 con l’obiettivo di essere riaperto o valorizzato. Nel 2021 il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittima la chiusura, riconoscendo il valore storico e sociale della struttura, e nel 2023 la Cassazione ha confermato tale sentenza.
Ora, grazie alla determinazione di Regione e ASL, la struttura passerà ufficialmente sotto la gestione sanitaria locale, con un atto formale firmato il 18 giugno 2024. L’idea è trasformare il complesso in ospedale di comunità con circa 170 posti letto, capace di fornire assistenza per patologie croniche e post-acuzie, oltre a servizi socio-sanitari e di prossimità .
Impatti positivi per cittadini e quartieri
La riapertura del San Giacomo rappresenta una svolta per aree centrali di Roma spesso penalizzate dall’assenza di strutture sanitarie. L’ospedale potrà decongestionare i grandi nosocomi cittadini, offrendo un servizio vicino ai cittadini, soprattutto anziani e pazienti cronici. Per il territorio, questo progetto significa anche un rilancio occupazionale, con la creazione di posti di lavoro per personale infermieristico, medico e tecnico.
Un modello replicabile nel Lazio
La scelta di destinare il San Giacomo a ospedale di comunità riflette una strategia regionale: potenziare strutture diffuse per rispondere ai bisogni di prossimità, riscoprire strutture esistenti e valorizzare il patrimonio pubblico. Questo approccio può diventare un esempio per altre realtà laziali, dove strutture chiuse o sottoutilizzate attendono una nuova vita.
Le prossime tappe operative
Gli uffici regionali e la ASL sono già al lavoro per definire il cronoprogramma dei lavori di adeguamento e la dotazione delle attrezzature. Si dovranno completare gli interventi strutturali, organizzare il personale e definire i servizi erogabili. Il progetto prevede anche una collaborazione con università e associazioni, per integrare formazione e servizi sociali a beneficio della comunità.
In un momento in cui il tema sanitario torna centrale nelle agende politiche e sociali, la riapertura del San Giacomo rappresenta un segnale preciso: salvaguardare il diritto alla salute anche nei quartieri urbani, contrastare la desertificazione sanitaria e valorizzare il patrimonio storico della città.
L’Ospedale San Giacomo non sarà solo un presidio sanitario, ma un simbolo di rigenerazione urbana e sociale. Recuperare un luogo che nasce nell’epoca medievale per farne un centro di cura moderno significa unire passato e futuro, storia e innovazione, salute e comunità in uno stesso progetto.
Questa notizia ha il potenziale di diventare uno spartiacque per il Lazio: non solo un’iniezione di servizi sanitari, ma un modello di come rilanciare luoghi di valore storico e civico.









