Viterbo nel Tempo: Ludika 1243

Il quartiere medievale di San Pellegrino, a Viterbo, è un gioiello architettonico che già in un normale pomeriggio di sole sembra fermo al Duecento. Ma c’è un momento dell’anno in cui l’illusione diventa assoluta, le lancette della storia tornano indietro di secoli e i vicoli in pietra si popolano di figure d’altri tempi. Nel 2026 l’appuntamento si rinnova: torna Ludika 1243, la manifestazione che trasforma il cuore della città papale in un palcoscenico a cielo aperto dove la storia si fonde con il gioco, l’interazione e la fantasia. Non si tratta della classica e austera rievocazione storica da guardare da dietro una transenna. Il format di Ludika, da sempre, mette al centro lo spettatore, rendendolo parte attiva di un grande racconto collettivo, ideale sia per gli appassionati di cultura medievale sia per le famiglie in cerca di un weekend fuori dal comune. Il Contesto Storico: Perché il 1243? Il nome dell’evento non è un numero scelto a caso. Il 1243 rappresenta un anno cruciale per la storia di Viterbo. Fu l’anno in cui la città subì il celebre assedio da parte delle truppe imperiali di Federico II di Svevia. La resistenza dei viterbesi rimase epica, e la manifestazione celebra proprio quello spirito, ma lo fa attraverso la lente della leggerezza, della cultura e, soprattutto, dell’attività ludica. La genialità dell’evento sta nel saper tradurre la memoria storica in un linguaggio accessibile e pop, capace di affascinare i bambini e stimolare gli adulti attraverso la curiosità. Un Quartiere Trasformato in Teatro a Cielo Aperto Durante i giorni della manifestazione, il quartiere San Pellegrino subisce una metamorfosi. Le piazze principali e i caratteristici vicoli coperti (i tipici profferli viterbesi) diventano lo sfondo per performance artistiche continuative. Un Evento Pop per Famiglie e Appassionati La forza di Ludika 1243 risiede nella sua totale inclusività. Se i puristi della rievocazione possono apprezzare la cura filologica degli abiti e delle armi, i bambini vengono rapiti dalle storie dei cantastorie e dalla possibilità di cimentarsi in giochi di abilità che non richiedono uno schermo digitale. Per qualche ora, la distrazione della tecnologia moderna lascia il posto alla manualità, alla socializzazione e alla meraviglia della finzione scenica. Passeggiare per Viterbo durante l’evento significa imbattersi in un nobile intento a conversare con un cittadino del 2026, o vedere un cavaliere in armatura che spiega a un bambino i segreti del suo scudo. Idee per il Weekend nella Tuscia Partecipare a Ludika 1243 è anche la scusa perfetta per scoprire il resto della città e della Tuscia viterbese. Il percorso all’interno del quartiere San Pellegrino può essere integrato con una visita al celebre Palazzo dei Papi (teatro del primo e più lungo conclave della storia) e alla splendida Cattedrale di San Lorenzo. L’unione tra l’austera bellezza architettonica di Viterbo e la vivacità colorata della manifestazione crea un cortocircuito visivo unico, confermando questo evento come uno dei momenti più originali e coinvolgenti dell’estate nel Lazio.
Tuscia d’estate: 3 eventi imperdibili nella provincia di Viterbo

La provincia di Viterbo si conferma una delle mete più affascinanti per il turismo di prossimità nel Lazio. La Tuscia, terra ricca di storia etrusca, borghi medievali e tradizioni radicate, offre durante la stagione estiva un calendario fitto di appuntamenti. Tra eccellenze gastronomiche uniche nel loro genere e fioriture spettacolari che richiamano paesaggi da cartolina, la Tuscia sa come stupire i visitatori che cercano un’alternativa di qualità al caos della capitale. Esploriamo tre appuntamenti storici e di grande richiamo nella provincia viterbese: la Sagra del Melone a Pescia Romana, la Festa della Lavanda a Tuscania e la Sagra dei Maccaroni Canepinesi a Canepina. Pescia Romana e la celebrazione del Melone Nel territorio comunale di Montalto di Castro, la frazione di Pescia Romana è da anni il punto di riferimento per la valorizzazione di uno dei prodotti ortofrutticoli più apprezzati dell’estate: il melone. La Sagra del Melone di Pescia Romana nasce con l’intento di promuovere un’eccellenza agricola locale che beneficia della vicinanza al mare e di un terreno particolarmente fertile. L’evento rappresenta un momento di incontro cruciale per l’economia agricola della zona e un’attrazione per i turisti che affollano la costa tirrenica. Durante la manifestazione, il melone viene proposto sia in purezza sia all’interno di combinazioni gastronomiche tradizionali e innovative. Oltre alle degustazioni presso gli stand, la sagra è storicamente arricchita da mercatini dell’artigianato, mostre d’auto e trattori d’epoca, spettacoli musicali e attività pensate per le famiglie, consolidando il legame tra agricoltura, turismo e intrattenimento. La Festa della Lavanda a Tuscania: un angolo di Provenza nel Lazio Per gli amanti della natura e della fotografia, la Festa della Lavanda a Tuscania è diventata un appuntamento irrinunciabile. Tuscania, splendido borgo medievale famoso per le sue basiliche romaniche (San Pietro e Santa Maria Maggiore), si tinge di viola grazie alla coltivazione della lavanda, una realtà agricola che nel corso degli ultimi decenni ha trovato in questa parte della Tuscia un habitat ideale. La manifestazione celebra il periodo della raccolta attraverso percorsi guidati, mercatini tematici nel centro storico e la possibilità di visitare i campi in fiore nelle campagne circostanti. I visitatori possono scoprire la filiera di trasformazione della pianta: dalla distillazione per ottenere oli essenziali, fino all’impiego nella cosmesi e nella gastronomia locale (come gelati e biscotti aromatizzati). I paesaggi mozzafiato, caratterizzati dai filari viola che si stagliano contro il profilo delle torri medievali di Tuscania, offrono scenari ideali per scatti fotografici suggestivi e di grande impatto visivo. Canepina e la tradizione dei Maccaroni Spostandosi verso l’area dei Monti Cimini, il borgo di Canepina custodisce una delle tradizioni culinarie più antiche e protette del Lazio: il maccaroone (noto anche come fieno canepinese). La Sagra dei Maccaroni Canepinesi è l’occasione perfetta per scoprire questa pasta all’uovo unica, caratterizzata da una sfoglia sottilissima, tagliata in modo estremamente fine. La ricetta, tramandata di generazione in generazione, prevede una preparazione rigorosamente manuale. La particolarità del “fieno” risiede nella sua consistenza, capace di assorbire i condimenti in modo straordinario; la tradizione locale vuole che venga condito principalmente con un ricco sugo a base di carne tritata (il tipico ragù) e una spolverata di pecorino. Durante i giorni della festa, le caratteristiche “cantine” del paese (antichi locali scavati nel tufo o nella roccia) aprono le porte al pubblico, offrendo un’esperienza conviviale autentica, immersa nel patrimonio storico e architettonico del paese. Perché visitare la Tuscia viterbese Questi tre eventi dimostrano come la provincia di Viterbo riesca a coniugare anime diverse: la vocazione marittima e agricola di Pescia Romana, l’estetica e la cultura d’impresa legata alla terra di Tuscania, e l’artigianalità culinaria dell’entroterra montano di Canepina. Per chi desidera scoprire il Lazio autentico, un viaggio tra queste manifestazioni rappresenta l’itinerario perfetto per unire il piacere del palato alla bellezza dei paesaggi.
Il Rinascimento si accende a Leonessa: si è concluso il Palio del Velluto 2026

LEONESSA, 29 GIUGNO 2026 – Si è conclusa nel borgo reatino di Leonessa la 122esima edizione del Palio del Velluto. La storica manifestazione, che ogni anno richiama migliaia di visitatori da tutto il Lazio e dalle regioni limitrofe, rappresenta una delle più importanti rievocazioni in costume del centro Italia. Per quattro giorni, dal 26 al 29 giugno, la cittadina è tornata a respirare le atmosfere del XVI secolo, trasformando le sue piazze storiche e i suoi vicoli in un palcoscenico rinascimentale a cielo aperto. Le origini storiche e la suddivisione in Sesti Per comprendere il valore culturale del Palio del Velluto è necessario analizzare le sue profonde radici storiche. I primi riferimenti scritti riguardanti questa celebrazione sono custoditi all’interno dei Libri del Camerlengo (il tesoriere del Comune) e risalgono al XVI secolo. Tuttavia, la nascita della competizione originaria si colloca storicamente nella seconda metà del XV secolo, per la precisione nel 1464, e si è svolta con regolarità annuale fino al 1556. La struttura stessa della competizione riflette l’assetto amministrativo e territoriale dell’antica Leonessa. Il territorio cittadino e le campagne circostanti erano infatti suddivisi in sei porzioni distinte, denominate “Sesti”. Ognuno di essi possiede una propria identità comunitaria, con simboli, stemmi e colori specifici che continuano a essere tramandati. I sei raggruppamenti storici che si contendono la vittoria sono: Nelle edizioni d’epoca, i rappresentanti dei Sesti si sfidavano in una serie di prove fisiche e di abilità per decretare il vincitore. Il premio finale consisteva in un prezioso Pallium (un drappo) costituito da sei braccia di velluto rosso, tessuto pregiato noto nei documenti dell’epoca come panno rubei. Il valore commerciale di tale drappo era quantificato in tredici Carlini d’argento, cifra che all’epoca equivaleva al valore d’acquisto di una pecora. L’utilizzo del velluto, materiale nobile e costoso, simboleggiava la ricchezza e il prestigio della municipalità, ricalcando una tradizione diffusa in altri grandi centri urbani del Rinascimento italiano. L’epoca d’oro e Margherita d’Austria Il Palio del Velluto visse il suo periodo di massimo splendore economico e culturale tra il 1540 e il 1557. Questa fase d’oro coincise con lo sviluppo della locale Arte della Lana e, in particolare, con l’avvio del governo di Margherita d’Austria (1522–1586), figlia naturale dell’Imperatore Carlo V. L’arrivo e la permanenza della nobile sul territorio, a partire dal 1541, impressero una forte impronta istituzionale e culturale alla comunità. La figura di Margherita d’Austria è tuttora il fulcro attorno al quale ruota l’intera ricostruzione coreografica della festa, che ne rievoca solennemente l’ingresso in città attraverso sfilate in costumi fedelmente ricostruiti, conferenze storiche ed esibizioni artistiche. I tafferugli del 1557 e la sospensione L’estremo attaccamento degli abitanti ai propri Sesti di appartenenza portò, nel corso del tempo, a una rivalità esasperata che sfociava frequentemente in disordini pubblici. Nel 1557 la situazione degenerò al punto da causare gravi tafferugli tra le fazioni opposte, durante i quali persero la vita alcune persone. Di fronte alla gravità degli eventi, l’Uditore Generale Alessandro Oliva, che si trovava sul posto per assistere alla manifestazione, decise di decretare la sospensione definitiva dei giochi per preservare l’ordine pubblico e il rispetto delle solennità religiose, ponendo fine alla prima fase storica del Palio. Il recupero moderno della tradizione Dopo secoli di interruzione, la memoria del Palio del Velluto è stata recuperata in epoca contemporanea grazie all’iniziativa del Comune di Leonessa, che nel 1997 ha ripristinato ufficialmente la manifestazione. L’evento è stato ricollocato storicamente nell’ultimo fine settimana di giugno, in corrispondenza delle celebrazioni liturgiche di San Pietro, antico patrono della cittadina. Il programma dell’edizione 2026 ha mantenuto intatti i cardini filologici della tradizione: la consegna formale delle chiavi della città da parte del Sindaco al Capitano del Popolo, l’annuncio dei banditori, il mercatino storico allestito sotto i portici e le sfide sportive tradizionali come la Pallagrossa. Ad arricchire l’atmosfera contribuisce l’allestimento delle taverne rionali rinascimentali, dove l’accesso e le consumazioni gastronomiche avvengono previo cambio della valuta corrente con il Carlino, la moneta ufficiale della rievocazione.
Caparezza a Roma nel 2026

L’attesa per il ritorno dal vivo di uno degli artisti più originali e colti del panorama musicale italiano è giunta al termine. Michele Salvemini, noto al grande pubblico con lo pseudonimo di Caparezza, ha ufficializzato il suo nuovo tour estivo che toccherà le principali città italiane. Tra le tappe più attese della penisola spicca l’appuntamento nella Capitale, programmato per la serata di venerdì 26 giugno 2026. L’evento si inserisce all’interno della cornice del celebre festival Rock in Roma, uno dei punti di riferimento per la musica dal vivo durante la stagione estiva. Questo ritorno sui palchi segna un momento particolarmente significativo per il cantante pugliese e per la sua numerosa cerchia di sostenitori. L’annuncio della tournée interrompe infatti un periodo di assenza dalle scene live che durava da ben quattro anni, lasso di tempo in cui l’artista ha preferito concentrarsi sul lavoro in studio e sul riposo, lontano dai grandi raduni e dalle esibizioni dal vivo. La sede del concerto e gli orari ufficiali La manifestazione si svolgerà presso l’Ippodromo delle Capannelle, una struttura situata in Via Appia Nuova 1245, alle porte del centro cittadino. Questa location è storicamente deputata ad ospitare i grandi raduni di Rock in Roma grazie alla sua notevole capienza e alla gestione logistica collaudata per la gestione di flussi importanti di spettatori. Secondo le indicazioni ufficiali fornite dai canali di biglietteria autorizzati, l’inizio del live è fissato per le ore 21:45. L’organizzazione dell’evento è curata dalla società The Base S.r.l., incaricata di gestire la sicurezza, la disposizione degli spazi e l’accesso del pubblico all’interno dell’ippodromo. Dettagli sui biglietti e prezzi La vendita dei titoli d’ingresso è stata affidata ai circuiti telematici ufficiali, tra cui TicketOne, con l’apertura delle prevendite partita a fine maggio dello scorso anno. La struttura dei prezzi prevede formule differenti in base alla tipologia di posizionamento scelta dallo spettatore all’interno dell’arena: L’organizzazione ha applicato un limite massimo di acquisto pari a 4 biglietti per ogni cliente in modo da regolamentare le vendite. Inoltre, viene data l’opportunità di usufruire di tariffe dedicate o promozioni legate ai possessori di soluzioni di viaggio Frecciarossa, i quali avranno accesso a un varco riservato previa esibizione del titolo di viaggio ferroviario al momento dell’ingresso. Per tutelare gli acquirenti ed evitare dinamiche scorrette sul mercato secondario, è consentito effettuare il cambio nominativo sul biglietto online fino alle ore 23:59 del giorno precedente lo show. Logistica e mobilità: come raggiungere l’Ippodromo Per favorire un afflusso ordinato verso l’Ippodromo delle Capannelle, sono state definite e verificate diverse opzioni di trasporto pubblico per la città di Roma: Il concerto di Roma rappresenta la seconda tappa ufficiale del fitto calendario estivo di Caparezza per il 2026, posizionandosi subito dopo la data zero fissata a Sordevolo e immediatamente prima della tappa programmata a Firenze, inserendosi così in un percorso che vedrà l’artista impegnato nei principali festival nazionali fino al mese di settembre.
Bracciano Medievale 2026: Il Borgo Torna al Rinascimento

Il weekend del 20 e 21 giugno 2026, in coincidenza con il solstizio d’estate, lo storico borgo di Bracciano si trasforma in un teatro a cielo aperto. La manifestazione “Bracciano Medievale – Arti e Mestieri” riporta l’antico centro urbano, situato alle pendici del monumentale Castello Odescalchi, a un’epoca di cavalieri, maestri artigiani e dame. L’evento rappresenta un appuntamento di rilievo per il turismo locale e per gli appassionati di rievocazioni storiche, offrendo un programma incentrato sulla valorizzazione della cultura e delle tradizioni artigianali del territorio laziale. La Cornice Storica e l’Atmosfera dell’Evento Bracciano, con la sua struttura urbana d’epoca medievale e rinascimentale, offre lo scenario naturale perfetto per questa tipologia di manifestazione. Le strade del centro storico, caratterizzate da vicoli stretti, pavimentazione in sampietrini e antiche mura in pietra, si animano grazie a una ricostruzione filologica degli ambienti del passato. Il maestoso profilo del Castello Odescalchi, che domina dall’alto l’intero abitato e il lago omonimo, fa da sfondo visivo costante, amplificando l’impatto scenografico di ogni singola attività in programma. L’elemento centrale della manifestazione è la fedeltà nella riproposizione delle atmosfere. L’illuminazione serale, i costumi d’epoca dei figuranti e i suoni tipici dei borghi antichi contribuiscono a creare un’esperienza immersiva per i residenti e per i numerosi visitatori previsti per il fine settimana del solstizio. Le Botteghe Artigiane e gli Antichi Mestieri Il cuore pulsante di Bracciano Medievale è rappresentato dal percorso didattico e dimostrativo dedicato alle arti e ai mestieri antichi. Lungo le vie del borgo vengono allestiti banchi e botteghe dove artigiani ed esperti rievocatori mostrano dal vivo le tecniche di lavorazione manuale utilizzate nei secoli passati. I visitatori possono osservare da vicino attività storiche ormai rare, tra cui: Questi spazi non hanno soltanto una funzione espositiva, ma svolgono un importante ruolo divulgativo. Gli artigiani condividono con il pubblico la storia delle corporazioni e l’evoluzione tecnica degli strumenti da lavoro, rendendo l’evento un momento di apprendimento culturale per adulti e bambini. Sbandieratori e Spettacoli di Strada L’intrattenimento nei due giorni di festa è affidato a compagnie storiche specializzate nelle arti performative di piazza. Le esibizioni degli sbandieratori rappresentano uno dei momenti più attesi e spettacolari. I gruppi di sbandieratori e musici, muovendosi in corteo per le vie del centro, eseguono complesse coreografie geometriche accompagnate dal suono cadenzato di tamburi e chiarine. Oltre ai giochi di bandiere, le piazze del borgo ospitano diversi spettacoli di strada. Giullari, giocolieri, trampolieri e menestrelli si alternano per intrattenere il pubblico con performance basate sulla comicità medievale, su racconti della tradizione popolare e su giochi di abilità. Non mancano dimostrazioni di duelli storici e simulazioni di combattimento con armi d’epoca, curate da associazioni d’arme che operano nel pieno rispetto della sicurezza e del rigore storico. Impatto Turistico e Valorizzazione del Territorio La manifestazione “Bracciano Medievale – Arti e Mestieri” del 20 e 21 giugno 2026 si inserisce nel quadro delle iniziative di promozione turistica della Regione Lazio volte a valorizzare l’entroterra romano. L’evento attira un pubblico eterogeneo, composto da famiglie, turisti stranieri e appassionati di storia, generando un risvolto positivo per le attività commerciali e ricettive della zona. La combinazione tra il patrimonio architettonico del borgo, la vicinanza alle sponde del lago di Bracciano e la qualità della proposta culturale rende questo fine settimana un’occasione ideale per scoprire le bellezze storiche e paesaggistiche del territorio in una veste inedita e suggestiva.
Il Palio dei Borgia a Nepi: Storia, Cultura e Tradizione

Il Palio di Nepi, ufficialmente noto anche come Palio dei Borgia, è una delle rievocazioni storiche più suggestive e radicate della provincia di Viterbo, nel Lazio. Questa manifestazione unisce la fedeltà della ricostruzione storica all’ardore della competizione tra le antiche contrade cittadine. Ogni anno, la cittadina di Nepi si tuffa nel proprio passato rinascimentale, richiamando visitatori e appassionati da tutta Italia per celebrare un legame storico indissolubile: quello con la potente famiglia dei Borgia. Le Radici Storiche del Palio La manifestazione si propone di rievocare un periodo di grande splendore e rilevanza politica per la città di Nepi. Il fulcro storico attorno cui ruota l’intero evento è l’anno 1499, momento in cui Rodrigo Borgia (divenuto Papa con il nome di Alessandro VI) investì sua figlia, Lucrezia Borgia, del titolo di signora e governatrice del castello e del territorio di Nepi. I documenti storici testimoniano il caloroso benvenuto che la cittadinanza riservò a Lucrezia al suo arrivo. Il Palio moderno nasce proprio con l’intento di celebrare quell’incontro e quel periodo storico, caratterizzato da un forte rinnovamento architettonico e culturale per la cittadina, simboleggiato visivamente dalla maestosa Rocca dei Borgia che ancora oggi domina il panorama nepesino. La Struttura dell’Evento e le Contrade Il Palio dei Borgia non è una semplice sfilata, ma un evento articolato che si protrae per diverse giornate, solitamente concentrate nel mese di giugno. La vita cittadina viene temporaneamente scandita dai ritmi del Rinascimento, grazie all’apertura delle tradizionali taverne e all’allestimento di mercati storici. Il cuore pulsante della festa è rappresentato dalle quattro storiche contrade in cui è diviso il territorio di Nepi: Ogni contrada possiede i propri colori, i propri simboli e un gruppo di contradaioli che lavora tutto l’anno per curare i dettagli dei costumi, degli addobbi e per allenare gli atleti che scenderanno in piazza per contendersi la vittoria. I Momenti Clou della Rievocazione Il programma del Palio è ricco di appuntamenti fissi che seguono un rigoroso protocollo storico e spettacolare: Rigore Filologico e Gestione Per evitare anacronismi e garantire il massimo rispetto della realtà storica, l’organizzazione del Palio si avvale di costanti ricerche d’archivio. Gli abiti dei figuranti sono il frutto di uno studio attento sui dipinti e sui documenti dell’epoca borghiana, realizzati da sartorie specializzate o dagli stessi laboratori artigianali delle contrade. L’evento è coordinato dall’Ente Palio dei Borgia in stretta collaborazione con il Comune di Nepi e le autorità locali. Questa sinergia assicura non solo la sicurezza delle manifestazioni, ma anche la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale che il Palio rappresenta per l’intera comunità laziale. Visitarlo significa comprendere come la storia locale possa trasformarsi in un motore di identità collettiva e valorizzazione turistica.
Lazio Maggio 2026: Guida Completa tra Arte, Tradizioni Popolari e Grandi Eventi

Il Lazio a maggio è un mosaico di appuntamenti che spaziano dalle celebrazioni religiose millenarie alle mostre d’arte contemporanea, dalle fiere di settore ai tour musicali dei grandi artisti italiani. Di seguito un elenco dettagliato e suddiviso per categorie degli eventi certi e confermati previsti per maggio 2026 nella regione Lazio. Arte e Mostre a Roma e Provincia Il polo museale di Roma offre una programmazione densa per l’intera primavera 2026. Sagre, Feste Popolari e Tradizioni Maggio è il mese d’elezione per le sagre legate ai prodotti della terra e alle tradizioni contadine. Concerti e Spettacoli a Roma La capitale ospita tappe fondamentali di tour nazionali e internazionali. Eventi Vari e Manifestazioni Sport Per gli appassionati di calcio, maggio segna la chiusura della Serie A 2025–26:
Il ritorno di Stefano D’Orazio: “Grandi Sogni”

I GRANDI SOGNI, il titolo dell’ultimo album di Stefano D’Orazio dei Vernice atteso in uscita il prossimo 24 aprile e presentato ufficialmente ad Albano Laziale nel cuore dei Castelli Romani. Conto alla rovescia per il disco dell’ex- frontman dei Vernice che, torna a far sognare il suo pubblico con una compilation di dieci inediti tutta da ascoltare . Dopo il successo di “Non lo so”e “Ci metto il cuore”, primi due estratti dell’album ai primi posti nelle classifiche indipendenti, D’Orazio rincara la dose e regala ai suoi fan e a tutti gli appassionati della buona musica “Tutto il tempo” il terzo straordinario singolo dal sapore di una ballata profonda, con il quale D’Orazio firma il suo definitivo ritorno musicale. Un progetto fortemente voluto dal cantautore, che nonostante i lunghi anni di silenzio e lontananza dalla scena musicale ha continuato a essere amato e sostenuto dal suo pubblico, dal produttore Fabrizio Angeli che per D’Orazio scrive inoltre il testo di “Nulla è più”. Curato negli arrangiamenti da Andrea Fabiani e Stefano D’Orazio, registrato presso Limited Studio a Marino, e masterizzato da Carmine Simeone presso Il Forword Studio a Grottaferrata, l’album porta nei testi la firma del cantante che, ancora una volta, con semplicità e autenticità, racconta se stesso e la vita emozionando da una parte e facendo riflettere dall’altra. Un progetto musicale che nasce da un’urgenza profonda dell’artista: tornare alla musica coma atto vitale e necessario. Non solo quindi una raccolta di brani musicali ma il racconto di un difficile percorso umano e artistico che affonda le radici nel viaggio compiuto dal cantautore nei lunghi anni di silenzio forzato, ostacoli, battaglie personali e salvato come sempre dalla musica .Ogni brano nasce quindi da un vissuto autentico e porta con sé un messaggio di resistenza e rinascita. “Anche quando tutto sembra fermo – dichiara Stefano D’Orazio – la musica continua a muoversi, a curare e a indicare una strada. Quest’album parla a chi ha attraversato momenti difficili, a chi ha dovuto fermarsi, a chi ha avuto paura di non farcela, ma ci ha messo comunque sempre il cuore. A chi sceglie di ripartire con accanto l’unica compagna fedele: la musica. Perché a volte suonare non è solo un mestiere. E’ un modo per restare vivi”.
Il Borgo in Fiore 2026: Primavera e Tradizione a Caprile di Roccasecca

Il borgo medievale di Caprile, frazione montana del comune di Roccasecca (FR), si prepara ad accogliere l’edizione 2026 de “Il Borgo in Fiore”. L’evento, che si terrà nel fine settimana dell’11 e 12 aprile, rappresenta uno degli appuntamenti più significativi per la valorizzazione del territorio della Valle del Liri e della Ciociaria, coniugando la tutela delle tradizioni locali con la promozione ambientale e turistica. La cornice storica e paesaggistica Caprile sorge ai piedi del Monte Asprano, in una posizione geografica che offre un panorama naturale suggestivo sulla valle sottostante. Il centro abitato è caratterizzato da un’architettura in pietra, vicoli stretti e ampie scalinate che, in occasione della manifestazione, diventano il palcoscenico naturale per installazioni botaniche e decorazioni realizzate con fiori di stagione e piante tipiche della macchia mediterranea. Il programma della manifestazione L’evento è strutturato per offrire un’esperienza diversificata che spazia dall’intrattenimento serale alla divulgazione culturale durante il giorno. Sabato 11 aprile: La serata inaugurale L’apertura ufficiale del borgo è prevista per le ore 18:00. Durante la serata di sabato, l’attenzione è rivolta alla convivialità e allo spettacolo. Domenica 12 aprile: Cultura, natura e famiglie La giornata domenicale inizia alle ore 10:00 e prosegue fino alla serata (ore 21:00 circa), focalizzandosi sulla scoperta del patrimonio storico e naturale. Importanza culturale e valorizzazione del territorio “Il Borgo in Fiore” non è solo una mostra mercato, ma un’operazione di marketing territoriale volta a contrastare lo spopolamento dei piccoli centri. La partecipazione attiva della comunità locale e delle associazioni è fondamentale per l’allestimento delle aree espositive, che trasformano ogni angolo del borgo in un punto di interesse fotografico e culturale. Roccasecca, celebre per aver dato i natali a San Tommaso d’Aquino, vede in questa manifestazione a Caprile un’estensione della propria offerta turistica, attirando visitatori non solo dalla provincia di Frosinone, ma anche dalle regioni limitrofe grazie alla vicinanza con importanti arterie stradali e ferroviarie. Informazioni logistiche Per gestire il flusso di visitatori, l’amministrazione e il comitato organizzativo predispongono solitamente aree di sosta dedicate. È inoltre confermata la disponibilità di spazi per l’accoglienza dei turisti in camper, rendendo l’evento accessibile anche a chi predilige il turismo itinerante. L’accesso al borgo è gratuito, sebbene alcune attività specifiche o degustazioni possano richiedere un contributo. In sintesi, l’edizione 2026 de “Il Borgo in Fiore” si conferma un evento chiave per chi desidera riscoprire l’identità ciociara attraverso un’esperienza immersiva fatta di natura, storia e gastronomia d’eccellenza.
Addio a Enrica Bonaccorti: Ritratto di una Protagonista della Cultura Italiana

Il mondo dello spettacolo e della cultura italiana piange la scomparsa di Enrica Bonaccorti, spentasi a Roma ieri, 12 marzo 2026, all’età di 76 anni. Con lei scompare una figura di rara poliedricità, capace di attraversare cinquant’anni di storia nazionale restando sempre fedele a uno stile colto, ironico e profondamente empatico. La sua carriera non è stata solo una successione di successi televisivi, ma un percorso intellettuale che ha toccato la musica, il teatro e la letteratura. Le Radici nel Teatro e la Sensibilità Poetica Nata a Savona il 18 novembre 1949, Enrica Bonaccorti ha vissuto una giovinezza itinerante a causa della carriera del padre, ufficiale di carriera, stabilendosi infine a Roma. È nella capitale che inizia la sua formazione artistica nel teatro d’avanguardia degli anni Sessanta, collaborando con icone come Paola Borboni. Questa base teatrale le ha conferito una padronanza del mezzo espressivo e una dizione impeccabile che sarebbero diventate il suo marchio di fabbrica. Tuttavia, il suo primo grande contributo alla cultura di massa avviene “dietro le quinte” come autrice di testi musicali. L’incontro con Domenico Modugno genera un sodalizio artistico storico: la Bonaccorti scrive le parole di brani immortali come “La lontananza” (1970) e “Amara terra mia” (1971). In queste canzoni, la sua scrittura si rivela capace di coniugare la semplicità popolare con una profondità poetica che ancora oggi risuona nelle antologie della musica leggera italiana. L’Epoca d’Oro della Televisione Il grande pubblico la identifica indissolubilmente con il volto rassicurante e intelligente della televisione degli anni Ottanta e Novanta. Nel 1985, riceve il testimone da Raffaella Carrà per la conduzione di “Pronto, chi gioca?” su Rai 1. Sotto la direzione di Gianni Boncompagni, Enrica Bonaccorti trasforma il salotto pomeridiano in un luogo di dialogo diretto con gli spettatori, vincendo tre Telegatti e diventando una delle conduttrici più amate d’Italia. Il passaggio a Fininvest (oggi Mediaset) all’inizio degli anni Novanta segna un’altra tappa fondamentale. Conduce con successo “Cari genitori” e inaugura la prima stagione di “Non è la Rai” (1991). In un contesto dominato dall’esuberanza giovanile, la sua conduzione misurata e professionale ha garantito l’equilibrio necessario al lancio di quello che sarebbe diventato un fenomeno di costume generazionale. Il Ritorno alla Parola: Radio e Letteratura Nonostante il successo televisivo, la Bonaccorti non ha mai smesso di coltivare la passione per la parola parlata e scritta. La sua voce è stata per anni protagonista su Rai Radio 2, dove in programmi come “Chiamate Roma 3131” ha dimostrato una straordinaria capacità di ascolto e di analisi dei problemi sociali, trattando con rispetto e competenza le storie della gente comune. Nell’ultima fase della sua vita, si è dedicata con vigore alla carriera di scrittrice. I suoi romanzi, tra cui spiccano “La pecora rossa” (2007), “L’uomo d’amore” (2010) e il più recente “Condominio addio!” (2022), testimoniano una maturità narrativa che affronta le complessità delle relazioni umane e i paradossi della società moderna con uno sguardo lucido e mai banale. Un’Eredità di Stile e Integrità Enrica Bonaccorti è stata colpita da una grave malattia nell’ultimo periodo della sua vita, un percorso che ha affrontato con la consueta dignità e trasparenza, mantenendo un legame costante con il suo pubblico attraverso interventi pubblici e social. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile in un panorama mediatico che lei stessa ha contribuito a costruire e a nobilitare. Non è stata solo una conduttrice, ma una comunicatrice a tutto tondo: attrice, paroliere, giornalista e romanziera. La sua eredità risiede nella lezione di garbo e preparazione che ha lasciato a chiunque voglia intraprendere la carriera nello spettacolo, dimostrando che la popolarità può e deve andare di pari passo con la cultura e il rigore professionale.