Michele Mari vince il Premio Strega 2026

L’attesa è finita per il mondo delle lettere italiane. Nella serata di mercoledì 8 luglio 2026, la storica cornice di Piazza del Campidoglio a Roma ha ospitato l’atto conclusivo dell’ottantesima edizione del Premio Strega. L’ambìto riconoscimento letterario è stato assegnato a Michele Mari con il suo romanzo I convitati di pietra, pubblicato da Einaudi. L’autore ha ottenuto una netta vittoria conquistando anche il favore delle giurie giovanili, segnando una doppietta memorabile per questa edizione d’anniversario. La classifica della serata finale Lo spoglio dei voti complessivi ha confermato i pronostici della vigilia, delineando una gerarchia chiara all’interno della sestina dei finalisti. Di seguito viene riportato il quadro ufficiale delle preferenze espresse dai giurati: L’opera di Mari ha convinto la platea dei votanti grazie a una struttura narrativa che unisce ironia, introspezione e tinte noir. La trama segue le vicende di un gruppo di ex compagni di scuola che, all’indomani dell’esame di maturità, stringono un patto finanziario ed esistenziale: alimentare un fondo comune che verrà interamente ereditato solo dagli ultimi tre superstiti della classe. Un pretesto che si trasforma in una profonda riflessione sulla memoria e sullo scorrere del tempo. Che cos’è il Premio Strega: storia e tradizione Nato nel secondo dopoguerra, il Premio Strega rappresenta la più prestigiosa competizione letteraria in Italia. Fondato a Roma nel 1947 dalla scrittrice Maria Bellonci e da Guido Alberti, proprietario della storica azienda produttrice del Liquore Strega di Benevento (da cui il premio prende il nome), l’evento nacque con l’obiettivo di rilanciare la cultura e la narrativa nazionale dopo i traumi del conflitto mondiale. Il nucleo originario dei giurati fu battezzato “Amici della Domenica”, un gruppo d’intellettuali, scrittori e artisti che si riunivano periodicamente nel salotto di casa Bellonci per discutere di libri e società. Nel corso dei decenni, l’albo d’oro del premio ha visto trionfare i più grandi nomi della letteratura italiana del Novecento, tra cui Elsa Morante, Alberto Moravia, Giorgio Bassani, Natalia Ginzburg, Primo Levi e Umberto Eco, trasformando la manifestazione in un termometro fondamentale dei gusti e delle tendenze culturali del Paese. Il meccanismo di voto odierno Il Premio Strega mantiene salda la sua tradizione pur essendosi adeguato nel tempo alle nuove dinamiche editoriali. La giuria attuale è profondamente ampliata rispetto ai primi anni e comprende: La competizione si articola tradizionalmente in due fasi principali: una prima selezione in tarda primavera che riduce i candidati alla storica cinquina (diventata eccezionalmente una sestina in questa edizione per includere i piccoli editori ex aequo), e la grande serata finale di inizio luglio a Roma, durante la quale avviene lo spoglio pubblico in diretta televisiva che decreta il vincitore assoluto.

10 Libri sotto l’Ombrellone

Il profumo della salsedine, il rumore ritmico delle onde e quel leggero vento estivo che sfoglia le pagine al posto nostro: la lettura sotto l’ombrellone è un rito intramontabile. Per questa selezione non servono le ultime novità editoriali né impegnativi tomi da mille pagine. Spazio invece a grandi classici, storie scorrevoli, capolavori della letteratura e letture adatte anche ai più giovani, perfette per rigenerare la mente senza appesantirla. Grandi Classici e Storie Senza Tempo 1. Il vecchio e il mare – Ernest Hemingway Un vero e proprio monumento della letteratura mondiale, ma racchiuso in pochissime pagine. La lotta epica del vecchio pescatore Santiago contro un enorme pesce spada nei mari di Cuba è una metafora intramontabile della tenacia umana, del rispetto per la natura e del coraggio. Una lettura asciutta, profonda e incredibilmente adatta all’atmosfera marina. 2. L’importanza di chiamarsi Ernesto – Oscar Wilde Se cercate leggerezza, arguzia e uno spirito brillantissimo, questa commedia teatrale è la scelta ideale. Wilde mette in scena un perfetto meccanismo di equivoci, scambi di identità e battute fulminanti che ironizzano sulla rigida società vittoriana. Si legge in un paio d’ore e garantisce più di un sorriso sotto il sole. 3. Il grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald Il ritratto ruggente, malinconico e affascinante degli anni Venti americani. La storia del misterioso Jay Gatsby e del suo amore impossibile per Daisy si consuma tra feste sfarzose e calde serate estive. La prosa di Fitzgerald è magnetica e il libro, straordinariamente scorrevole, cattura fin dalle prime righe. Gialli, Misteri e Avventure 4. Dieci piccoli indiani – Agatha Christie Il capolavoro assoluto della regina del giallo. Dieci sconosciuti vengono invitati su un’isola deserta da un misterioso ospite. Una volta sul posto, una voce registrata li accusa di gravi colpe e, uno a uno, i presenti iniziano a morire seguendo i versi di una vecchia filastrocca. Un meccanismo narrativo perfetto, un ritmo serrato e un finale impossibile da indovinare. 5. Il bar sotto il mare – Stefano Benni Per chi cerca una lettura frammentata, ideale per i tempi della spiaggia. Benni ci porta in un bar sottomarino dove ogni avventore racconta una storia. Il risultato è una raccolta di racconti surreali, ironici e ricchi di inventiva, capaci di far riflettere e divertire grazie a uno stile unico e a un uso magistrale della lingua italiana. 6. Le avventure di Sherlock Holmes – Arthur Conan Doyle Cosa c’è di meglio di una serie di brevi indagini per riempire i momenti di relax? Questa raccolta contiene alcuni dei casi più celebri del detective di Baker Street e del suo fedele dottor Watson. Trattandosi di racconti autonomi, è possibile interrompere e riprendere la lettura in qualsiasi momento tra un bagno e l’altro. Per Ragazzi (e per chi vuole sognare) 7. Il piccolo principe – Antoine de Saint-Exupéry Un libro universale, adatto ai ragazzi e fondamentale per gli adulti. Il viaggio del giovane principe tra pianeti bizzarri e l’incontro con l’aviatore nel deserto del Sahara sono un inno all’amicizia, all’amore e alla capacità di guardare il mondo con la purezza dell’infanzia. Breve, poetico e indimenticabile. 8. L’isola del tesoro – Robert Louis Stevenson Il romanzo d’avventura per eccellenza. Mappe misteriose, pirati con una gamba sola, pappagalli e tesori nascosti: la storia del giovane Jim Hawkins e del carismatico Long John Silver ha plasmato l’immaginario collettivo. Perfetto per i ragazzi che vogliono perdersi in un viaggio mozzafiato sui mari. 9. Il visconte dimezzato – Italo Calvino Una delle opere più celebri e accessibili di Calvino, ideale per i lettori più giovani e splendida per gli adulti. Il visconte Medardo di Terralba viene colpito da una palla di cannone e diviso in due metà perfette: una totalmente malvagia e una incredibilmente buona. Una favola ironica e acuta sulla natura umana. 10. Canto di Natale – Charles Dickens Anche se ambientato tra le nevi e le atmosfere invernali di Londra, questo classico intramontabile rappresenta una lettura straordinaria per contrastare la calura estiva. La redenzione dell’avaro Ebenezer Scrooge attraverso la visita dei tre spiriti del Natale è una storia breve, avvincente e ricca di significato, adatta a tutte le età. Tabella Riassuntiva delle Letture Titolo Autore Genere Perché leggerlo Il vecchio e il mare E. Hemingway Classico drammatico Breve, intenso e legato al mare. L’importanza di chiamarsi Ernesto O. Wilde Commedia Dialoghi brillanti e tanto umorismo. Il grande Gatsby F. S. Fitzgerald Dramma psicologico Atmosfera estiva e stile magnetico. Dieci piccoli indiani A. Christie Giallo / Thriller Tensione altissima e ritmo rapido. Il bar sotto il mare S. Benni Satirico / Grottesco Racconti brevi e molto divertenti. Le avventure di Sherlock Holmes A. Conan Doyle Giallo deduttivo Ideale per letture a tappe. Il piccolo principe A. de Saint-Exupéry Favola filosofica Un classico che scalda il cuore. L’isola del tesoro R. L. Stevenson Avventura La più grande storia di pirati di sempre. Il visconte dimezzato I. Calvino Fantastico / Allegorico Scorrevole, arguto e formativo. Canto di Natale C. Dickens Romanzo breve Un capolavoro che cattura a ogni età.

Pirandello e la Capitale: I cento anni di un capolavoro

Esattamente un secolo fa, nel 1926, usciva in volume uno dei romanzi più dirompenti e rivoluzionari del Novecento letterario: Uno, nessuno e centomila. La storia di Vitangelo Moscardini e della sua progressiva scomposizione dell’identità – nata da una banale osservazione della moglie sul suo naso che pendeva verso destra – rappresenta il culmine della riflessione filosofica e teatrale di Luigi Pirandello. Sebbene la mente dello scrittore fosse profondamente legata alle radici della sua Sicilia, la gestazione di questo capolavoro e la maturità della sua produzione artistica trovarono il proprio baricentro a Roma. Esplorare il legame tra Pirandello e il Lazio significa addentrarsi in una geografia urbana fatta di caffè storici, teatri d’avanguardia e villette silenziose, riscoprendo una Capitale che negli anni Venti fu lo specchio e il palcoscenico del Premio Nobel. Il rifugio di Via Bosio: Dove nacque il mito Il cuore dell’itinerario pirandelliano a Roma non può che partire dal quartiere Nomentano. Al civico 13b di via Antonio Bosio si trova l’ultima dimora dello scrittore, oggi trasformata in una Casa Museo aperta al pubblico e sede dell’Istituto di Studi Pirandelliani. In questo appartamento all’ultimo piano di una palazzina degli anni Venti, Pirandello visse dal 1933 fino alla morte, avvenuta nel dicembre del 1936. È qui che si conservano intatti i suoi oggetti personali: la celebre macchina da scrivere Underwood, la biblioteca con oltre duemila volumi, i manoscritti autografi e i quadri dipinti dal figlio Fausto. Passeggiando tra queste stanze si percepisce l’atmosfera in cui l’autore riordinava le sue intuizioni sulla “frantumazione dell’io”. Sebbene Uno, nessuno e centomila sia stato pubblicato nel 1926 (inizialmente a puntate sulla rivista La Fiera Letteraria), la sua lunghissima stesura, iniziata già nei primi anni del decennio precedente, ha respirato l’aria delle diverse case romane occupate dall’autore, tra cui la storica residenza in via Campania, a due passi da Villa Borghese. I caffè degli anni Venti e i teatri storici La Roma degli anni Venti era un centro culturale in fermento, dove intellettuali e artisti si incontravano per discutere di estetica e modernità. Pirandello era una figura centrale di questo panorama. Tra i luoghi più frequentati spicca il Caffè Aragno in Via del Corso (nella sala che sarebbe diventata nota come “Terza Saletta”), punto di ritrovo per eccellenza di scrittori, giornalisti e pittori dell’epoca. Qui l’autore si confrontava con i contemporanei, osservando con occhio clinico e distaccato quella stessa borghesia romana che avrebbe poi smascherato nelle sue opere. Il legame con il Lazio si consolidò ulteriormente sul piano teatrale. Nel 1925, un anno prima della pubblicazione del romanzo, Pirandello fondò a Roma la Compagnia del Teatro d’Arte, stabilendosi al Teatro Odescalchi (situato nell’omonimo palazzo in Piazza Santi Apostoli). Fu un’esperienza cruciale per la cultura capitolina: lo scrittore, insieme a giovani talenti come Marta Abba, propose un cartellone d’avanguardia che scosse il pubblico tradizionale. Le stesse tensioni psicologiche e l’impossibilità di comunicare che si ritrovano nelle pagine di Uno, nessuno e centomila venivano sperimentate e messe in scena sera dopo sera sui palcoscenici romani, incluso il celebre Teatro Valle, dove pochi anni prima (nel 1921) il debutto di Sei personaggi in cerca d’autore aveva provocato storici tumulti tra favorevoli e contrari. Una passeggiata nella Roma pirandelliana Per comprendere l’ispirazione romana di Pirandello, basta perdersi nei luoghi che l’autore amava frequentare per ritrovare la concentrazione. Villa Torlonia, situata a pochissima distanza dalla sua ultima casa di via Bosio, era uno dei suoi luoghi di passeggiata preferiti. L’ombra dei pini domestici e la quiete del parco offrivano il contrasto ideale rispetto al caos del centro cittadino. Celebrare i cento anni di Uno, nessuno e centomila attraverso la geografia del Lazio offre l’opportunità di riscoprire un autore che ha saputo trasformare la Capitale in un laboratorio filosofico. Roma non fu per lui un semplice sfondo burocratico, ma il palcoscenico reale in cui le “centomila” maschere della modernità si incrociavano ogni giorno lungo le strade della città.

Romics 2026: Storia e Programma del Festival Internazionale del Fumetto

Il Romics si conferma nel 2026 come uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama europeo dedicato al fumetto, all’animazione, ai videogiochi e all’intrattenimento crossmediale. Organizzato da Fiera di Roma e ISI.Urb, l’evento ha saputo trasformarsi da fiera di settore a fenomeno culturale di massa, capace di attrarre centinaia di migliaia di visitatori ogni anno. La Storia del Festival: Dalle Origini al Successo Internazionale Il Romics nasce nel 2001 con l’obiettivo di creare un punto d’incontro per appassionati e professionisti del settore a Roma. Fin dalle prime edizioni, la manifestazione ha puntato sulla qualità degli ospiti e sulla varietà dell’offerta espositiva. Nel corso dei decenni, la fiera ha vissuto diverse fasi di crescita: Le Date dell’Edizione 2026 L’anno 2026 vede il consolidamento della struttura su quattro giorni per ciascun appuntamento, distribuiti nei numerosi padiglioni del quartiere fieristico di Roma Nord. I Pilastri della Manifestazione Il successo del Romics si fonda su aree tematiche ben definite, ciascuna con un programma specifico di conferenze e workshop: 1. Fumetto e Romics d’Oro Il cuore pulsante rimane il Padiglione 7, dove si concentrano le principali case editrici italiane e internazionali. Il Premio Romics d’Oro continua a essere il momento più istituzionale, celebrando autori che hanno segnato la storia del medium. Le mostre antologiche dedicate ai premiati offrono ai visitatori la possibilità di ammirare tavole originali e bozzetti inediti. 2. Il Mondo del Cosplay Il Romics è la “casa” del cosplay in Italia. Il palco del Padiglione 8 ospita il Romics Cosplay Award, una competizione di altissimo livello tecnico. I vincitori delle selezioni romane hanno storicamente accesso a circuiti internazionali come il World Cosplay Summit di Nagoya. 3. Animazione e Doppiaggio Uno dei tratti distintivi del festival è l’attenzione al doppiaggio. Il Gran Galà del Doppiaggio, giunto alla sua 21ª edizione nel 2026, premia le migliori voci del cinema e della TV, confermando la centralità della scuola italiana di doppiaggio nel contesto globale. 4. Gaming e Tecnologia L’area Romics Games & Entertainment occupa vasti spazi dedicati ai tornei di eSports, alla prova in anteprima di titoli videoludici e all’incontro con gli sviluppatori di software. Particolare spazio viene dato anche al settore del gioco da tavolo e di ruolo, in costante crescita. Informazioni Logistiche e Accessibilità Per l’edizione 2026, l’organizzazione ha potenziato i canali di vendita digitale. L’accesso alla Fiera di Roma è garantito dai seguenti collegamenti: Il Romics 2026 prosegue dunque la sua missione di ponte tra generazioni, unendo i lettori dei classici della “Golden Age” alle nuove community digitali, in un ambiente che celebra la creatività in ogni sua forma.

La Festa del Papà: Un’Occasione tra Tradizione e Cultura nel Lazio

La Festa del Papà, celebrata in Italia il 19 marzo in coincidenza con la ricorrenza di San Giuseppe, rappresenta un momento significativo del calendario civile e religioso. Oltre alla dimensione domestica e affettiva, questa ricorrenza si è evoluta nel tempo diventando un catalizzatore di iniziative culturali volte a rafforzare il legame tra padri e figli attraverso la condivisione di esperienze creative e formative. In particolare, il territorio laziale si distingue quest’anno per una serie di appuntamenti dedicati alla promozione della lettura e della creatività, trasformando la celebrazione in un’opportunità di crescita pedagogica. Iniziative sul Territorio: Lettura e Creatività Le attività previste per questa ricorrenza mirano a coinvolgere le famiglie in contesti stimolanti come librerie e biblioteche, luoghi privilegiati per lo scambio intergenerazionale. Due centri in particolare, Velletri e Manziana, hanno strutturato programmi specifici focalizzati sulla “lettura condivisa”. Velletri: Laboratori presso il Mondadori Bookstore Presso il Mondadori Bookstore di Velletri, la Festa del Papà viene declinata attraverso la formula dei laboratori di lettura creativa. L’obiettivo di questi incontri è duplice: Le attività non si limitano all’ascolto passivo, ma prevedono momenti di espressione manuale e creativa, dove i bambini, supportati dai loro papà, possono rielaborare i contenuti delle storie lette attraverso il disegno o la costruzione di piccoli manufatti. Manziana: “Leggo con papà” alla Biblioteca Comunale Parallelamente, la Biblioteca Comunale di Manziana propone l’iniziativa denominata “Leggo con papà”. Questo progetto si inserisce nel solco delle buone pratiche di promozione della lettura precoce. Il programma prevede sessioni dedicate in cui la figura paterna assume il ruolo centrale di “narratore”. Le attività a Manziana sottolineano l’importanza della voce del padre nello sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino. Partecipare a un laboratorio di questo tipo permette di: Il Valore Pedagogico della Lettura Condivisa Perché puntare sulla lettura proprio in occasione della Festa del Papà? I dati scientifici nel campo della pedagogia indicano che il coinvolgimento maschile nella lettura ad alta voce ha un impatto estremamente positivo sullo sviluppo del linguaggio e sulla gestione delle emozioni nei bambini. Beneficio Descrizione Sviluppo Cognitivo L’esposizione a nuovi vocaboli amplia il lessico del bambino. Legame Affettivo Il tempo dedicato alla lettura crea un “rifugio” emotivo sicuro. Empatia Attraverso le storie, i bambini imparano a riconoscere e gestire i sentimenti. Socializzazione Gli eventi in biblioteca o libreria favoriscono l’interazione tra pari. Tradizione e Modernità: San Giuseppe e i Dolci Tipici Nonostante l’attenzione si stia spostando sempre più verso il welfare culturale, la Festa del Papà rimane indissolubilmente legata alle sue radici gastronomiche e storiche. In tutto il Lazio, il 19 marzo è sinonimo di Bignè di San Giuseppe (fritti o al forno e farciti di crema pasticcera) e, in alcune zone, delle frittelle di riso. Queste tradizioni culinarie convivono con i nuovi modelli di genitorialità celebrati a Velletri e Manziana. Se da un lato si onora il passato con la convivialità della tavola, dall’altro si guarda al futuro investendo nel tempo di qualità speso tra libri e laboratori. Conclusione La Festa del Papà nel Lazio si conferma dunque un evento poliedrico. Che si tratti di partecipare a un laboratorio creativo presso il Mondadori Bookstore di Velletri o di aderire al progetto “Leggo con papà” nella Biblioteca Comunale di Manziana, l’accento è posto sulla partecipazione attiva. Queste iniziative offrono un’alternativa concreta al consumismo, privilegiando l’esperienza vissuta e il ricordo condiviso come veri regali per la famiglia.

Addio a Enrica Bonaccorti: Ritratto di una Protagonista della Cultura Italiana

Il mondo dello spettacolo e della cultura italiana piange la scomparsa di Enrica Bonaccorti, spentasi a Roma ieri, 12 marzo 2026, all’età di 76 anni. Con lei scompare una figura di rara poliedricità, capace di attraversare cinquant’anni di storia nazionale restando sempre fedele a uno stile colto, ironico e profondamente empatico. La sua carriera non è stata solo una successione di successi televisivi, ma un percorso intellettuale che ha toccato la musica, il teatro e la letteratura. Le Radici nel Teatro e la Sensibilità Poetica Nata a Savona il 18 novembre 1949, Enrica Bonaccorti ha vissuto una giovinezza itinerante a causa della carriera del padre, ufficiale di carriera, stabilendosi infine a Roma. È nella capitale che inizia la sua formazione artistica nel teatro d’avanguardia degli anni Sessanta, collaborando con icone come Paola Borboni. Questa base teatrale le ha conferito una padronanza del mezzo espressivo e una dizione impeccabile che sarebbero diventate il suo marchio di fabbrica. Tuttavia, il suo primo grande contributo alla cultura di massa avviene “dietro le quinte” come autrice di testi musicali. L’incontro con Domenico Modugno genera un sodalizio artistico storico: la Bonaccorti scrive le parole di brani immortali come “La lontananza” (1970) e “Amara terra mia” (1971). In queste canzoni, la sua scrittura si rivela capace di coniugare la semplicità popolare con una profondità poetica che ancora oggi risuona nelle antologie della musica leggera italiana. L’Epoca d’Oro della Televisione Il grande pubblico la identifica indissolubilmente con il volto rassicurante e intelligente della televisione degli anni Ottanta e Novanta. Nel 1985, riceve il testimone da Raffaella Carrà per la conduzione di “Pronto, chi gioca?” su Rai 1. Sotto la direzione di Gianni Boncompagni, Enrica Bonaccorti trasforma il salotto pomeridiano in un luogo di dialogo diretto con gli spettatori, vincendo tre Telegatti e diventando una delle conduttrici più amate d’Italia. Il passaggio a Fininvest (oggi Mediaset) all’inizio degli anni Novanta segna un’altra tappa fondamentale. Conduce con successo “Cari genitori” e inaugura la prima stagione di “Non è la Rai” (1991). In un contesto dominato dall’esuberanza giovanile, la sua conduzione misurata e professionale ha garantito l’equilibrio necessario al lancio di quello che sarebbe diventato un fenomeno di costume generazionale. Il Ritorno alla Parola: Radio e Letteratura Nonostante il successo televisivo, la Bonaccorti non ha mai smesso di coltivare la passione per la parola parlata e scritta. La sua voce è stata per anni protagonista su Rai Radio 2, dove in programmi come “Chiamate Roma 3131” ha dimostrato una straordinaria capacità di ascolto e di analisi dei problemi sociali, trattando con rispetto e competenza le storie della gente comune. Nell’ultima fase della sua vita, si è dedicata con vigore alla carriera di scrittrice. I suoi romanzi, tra cui spiccano “La pecora rossa” (2007), “L’uomo d’amore” (2010) e il più recente “Condominio addio!” (2022), testimoniano una maturità narrativa che affronta le complessità delle relazioni umane e i paradossi della società moderna con uno sguardo lucido e mai banale. Un’Eredità di Stile e Integrità Enrica Bonaccorti è stata colpita da una grave malattia nell’ultimo periodo della sua vita, un percorso che ha affrontato con la consueta dignità e trasparenza, mantenendo un legame costante con il suo pubblico attraverso interventi pubblici e social. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile in un panorama mediatico che lei stessa ha contribuito a costruire e a nobilitare. Non è stata solo una conduttrice, ma una comunicatrice a tutto tondo: attrice, paroliere, giornalista e romanziera. La sua eredità risiede nella lezione di garbo e preparazione che ha lasciato a chiunque voglia intraprendere la carriera nello spettacolo, dimostrando che la popolarità può e deve andare di pari passo con la cultura e il rigore professionale.

15 Consigli di Lettura per un Pomeriggio di Pioggia

Il ticchettio della pioggia sui vetri, il vento che fischia tra i rami e quel grigio diffuso che invita a chiudersi il mondo alle spalle. C’è qualcosa di magico nel maltempo quando lo si guarda dall’interno di una casa calda. È il richiamo ancestrale del nido, il momento perfetto per rallentare. E se fuori il tempo infuria, dentro possiamo creare la nostra oasi: un divano accogliente, una coperta di lana morbida, una tazza fumante tra le mani e, soprattutto, quel compagno silenzioso e fedele che è un buon libro. Perché non approfittare del maltempo di questi giorni per godersi qualche bella lettura, accomodati sul divano con una copertina addosso e una tisana o una cioccolata calda accanto? Ecco a voi 15 libri consigliati per un pomeriggio alternativo. Le Novità e i Grandi Romanzi Contemporanei Gialli e Thriller: Adrenalina Sotto la Coperta Grandi Classici: Viaggi nel Tempo e nello Spirito Fantasy, Avventura e Ragazzi Sia che scegliate la tensione di un omicidio da risolvere o la dolcezza di un classico, il maltempo non sarà più un problema, ma l’occasione per vivere mille vite diverse.