Il fine settimana del 18 e 19 luglio 2026 accende i riflettori su uno dei borghi più caratteristici dell’Alta Tuscia viterbese: Proceno. Sabato e domenica il piccolo comune laziale ospita una nuova edizione del Festival dell’Aglio Rosso, un appuntamento interamente dedicato alla valorizzazione di una delle eccellenze agroalimentari più importanti, identitarie e storiche dell’intero territorio regionale.
L’evento rappresenta un’occasione per scoprire la ricchezza gastronomica e culturale della provincia di Viterbo, celebrando un prodotto che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Lazio, oltre a essere iscritto nell’elenco dell’Arca del Gusto di Slow Food e tutelato come Denominazione Comunale (De.Co.).
Un’eccellenza PAT nel cuore dell’Alta Tuscia
L’Aglio Rosso di Proceno non è un semplice ingrediente, ma il risultato di una lunghissima selezione operata nel corso dei secoli dagli agricoltori locali. La sua coltivazione si concentra storicamente nel territorio del Comune di Proceno e in una ristretta area limitrofa del Comune di Acquapendente. La semina avviene tradizionalmente nei mesi invernali, tra dicembre e febbraio, mentre la raccolta si concentra tra i mesi di giugno e luglio, rendendo le giornate di metà estate il momento ideale per consumare e celebrare il prodotto fresco.
Da un punto di vista morfologico, il bulbo si presenta con dimensioni medie, bulbilli corti e tozzi, e una tunica esterna caratterizzata dalle inconfondibili sfumature di colore rosso. A distinguere questa varietà sono soprattutto le proprietà organolettiche: un profumo intenso e persistente unito a un sapore forte, deciso e piacevolmente piccante. I riferimenti storici legati a questa coltivazione sono antichissimi, documentati già in testi storici risalenti al XV e XVI secolo riguardanti l’area di Bolsena e della Val di Lago, a testimonianza di un legame indissolubile con l’economia rurale e la storia della Tuscia. Oggi, a ulteriore tutela di questa biodiversità, il territorio fa parte del Biodistretto del Lago di Bolsena.
Il programma gastronomico e le ricette contadine
Al centro del Festival dell’Aglio Rosso di Proceno si trova, naturalmente, l’aspetto enogastronomico, curato attraverso l’allestimento di stand dedicati e degustazioni volte a valorizzare la versatilità del prodotto nella cucina tradizionale.
Il percorso culinario proposto durante il fine settimana del 18 e 19 luglio offre una panoramica delle ricette tipiche della tradizione contadina locale. Tra i piatti principali in programma e pronti per essere degustati dai visitatori spiccano:
- Le bruschette classiche: il modo più semplice e autentico per assaporare l’aglio rosso a crudo, strofinato sul pane locale tostato e condito con olio extravergine di oliva della Tuscia.
- Le zuppe tradizionali: piatti caldi della cucina povera e contadina, in cui l’aglio rosso funge da base aromatica essenziale per esaltare i sapori delle verdure e dei legumi del territorio.
- Le paste artigianali e i piatti locali: preparazioni condite con sughi ricchi e sughi all’aglione o reinterpretazioni locali, dove il bulbo esprime la sua caratteristica nota piccante.
Inoltre, i produttori locali presentano il prodotto nella sua veste più classica e artigianale, ovvero confezionato a mano nelle tradizionali trecce, acquistabili direttamente durante le giornate di festa.
Cultura, territorio e turismo slow
Il festival non si limita alla sola offerta gastronomica, ma si configura come un vero e proprio invito al turismo lento e alla scoperta del patrimonio storico locale. Proceno è un piccolo borgo medievale arroccato sulle colline viterbesi, che conserva intatta la sua struttura antica.
Oltre alle aree dedicate al cibo e alla ristorazione all’aperto, il programma delle due giornate prevede iniziative culturali volte a intrattenere e informare i visitatori. Sono previste visite guidate all’interno del centro storico medievale, momenti di animazione e intrattenimento musicale per le vie del paese e incontri di approfondimento dedicati alla biodiversità, all’agricoltura sostenibile e alla tutela dei prodotti tipici. L’evento si conferma così come un appuntamento imperdibile per gli amanti del buon cibo e per chiunque desideri esplorare le tradizioni più autentiche della campagna laziale.









